Calcio e politica vanno spesso a braccetto. Berlusconi ce lo ha insegnato. Altri, come lui, cercano di seguire la scia pallonara per avere una battuta sui giornali, un passaggio sui Tg sportivi, una pacca sulle spalle dai tifosi che, chissà, magari poi finiscono per votarli. Esempi non mancano. Eccome. Quando si parla di Inter la voce di Ignazio La Russa non manca mai. Il Ministro della Difesa è un nerazzurro doc e tanto basta per sentirsi in diritto di far sapere il suo punto di vista a giornalisti e telecamere. La Russa dice la sua sui cambi di panchina (l’ultima proprio con l’avvicendamento tra Gasperinio e Ranieri), sulla formazione da schierare (difesa a tre o a quattro?) e sulla eterna diatriba tra Inter e Juventus. Ogni volta che ad Appiano Gentile succede qualcosa il Ministro ex An c’è. E parla.
La Russa è uno dei tanti politici che, quando vogliono, riempiono le agenzie di stampa con dichiarazioni e punti di vista, non si sa bene chiesti da chi, su ciò che accade nel mondo del calcio. Come lui c’è solo Maurizio Paniz. Avvocato veneto, juventino della prima ora, è il presidente dello Juventus club Montecitorio. Una istituzione. E proprio per questo si sa sempre cosa pensa sul mondo bianconero.
Sul fronte romanista c’era il verde Paolo Cento che, con la sua proverbiale schiettezza, entrava spesso nelle vicende di Trigoria, svelando la sua mai celata natura da ultras. Ora si sente meno.
L’ultimo a essersi aggiunto alla lista dei politici tifosi e, all’occorrenza, opinionisti è tal Davide Cavallotto. Deputato della Lega, è un arcigno difensore della purezza della razza. E proprio per questo ha manifestato ai taccuini di un’agenzia di stampa la sua indignazione per la convocazione in azzurro di Osvaldo, l’oriundo che è appena stato acquistato dalla Roma. «La convocazione di Osvaldo nella nazionale italiana certifica il fallimento definitivo della politica della Figc», ha detto. E ancora: È’ inaccettabile che oggi il nostro calcio, per decenni ritenuto il migliore del mondo, stia diventando una succursale dei paesi emergenti. Consiglio ai nostri giovani di andare a giocare nei campionati stranieri, così magari verranno notati dal nostro selezionatore». Con quale autorità il deputato leghista mette il naso nelle questioni di Coverciano nessuno l’ha capito. Loro non hanno la nazionale padana? Cavallotto, da perfetto sconosciuto, ha cercato di avere il suo momento di visibilità con un argomento da sempre caro ai padani:gli stranieri. Per un attimo i riflettori si sono accesi su di lui. Adesso spegnete le luci.
